Betonaggio a Centro Valle Intelvi Castiglione Intelvi: industria insalubre di prima classe.
La produzione centralizzata di calcestruzzo rientra tra le attività classificate come industrie insalubri di prima classe dal D.M. 5 settembre 1994, voce B/18. Se il progetto riguarda questa attività, la vicinanza a case e strada deve essere spiegata con atti, pareri e cautele verificabili.
Camion, acqua, polveri e rumore: prima dei lavori, la valle deve conoscere i fatti e poterli verificare.
Vogliamo che il Comune spieghi ai cittadini il progetto dell’impianto di betonaggio, le verifiche svolte, i rischi per acqua, strada e abitazioni e chi avrà la responsabilità dei controlli.
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Raccogliamo qui gli articoli più recenti sulla Variante della Tremezzina e sul progetto dell’impianto di betonaggio a Castiglione Intelvi. Le schede sono sintesi originali: gli articoli completi restano sulle testate che li hanno pubblicati.
Ultimo controllo delle fonti: 9 settembre 2026.
Il punto da tenere distinto. Le comunicazioni più recenti parlano dell’allestimento e della messa in esercizio dell’impianto secondo le esigenze del cantiere. Restano da rendere facilmente verificabili, negli atti e nelle prescrizioni, aspetti come area esatta, tempi, flussi dei mezzi, orari, acqua, rumore, polveri e controlli.
ComoZero · cronologia dell’area
Una scelta già cambiata dopo la mobilitazione dei cittadini
L’ex Cava Citrini era stata inizialmente individuata per lo smaltimento dello smarino e per la lavorazione del calcestruzzo della Variante. Residenti e Comitato Amici del Farée e della Valle si mobilitarono, segnalando timori per traffico, rumore, polveri, acqua, turismo e qualità della vita. Nel 2025 ComoZero ha riferito che quell’opzione era stata abbandonata e che era stata individuata una nuova area davanti al distributore di Castiglione.
Questa cronologia dimostra che le scelte localizzative possono cambiare: per questo anche oggi è legittimo chiedere documenti, verifiche e un confronto pubblico prima che l’impianto venga realizzato.
Variante della Tremezzina: il cantiere entra nella fase di pieno sviluppo
Il comunicato di ANAS indica aprile 2031 come termine contrattuale, annuncia un progressivo aumento delle maestranze e riferisce che l’impianto di betonaggio a Castiglione d’Intelvi sarà allestito e messo in esercizio in funzione dell’avanzamento dei lavori. La comunicazione descrive il programma dell’opera; non sostituisce la pubblicazione degli atti tecnici e delle prescrizioni locali.
L’articolo raccoglie le preoccupazioni locali su acqua, rumore, abitazioni, traffico e vicinanza al patrimonio storico e richiama documenti che, secondo l’autore, dovrebbero essere richiesti agli enti. È una fonte giornalistica locale: le singole affermazioni vanno controllate sugli atti originali e non sono riportate qui come fatti accertati.
Variante Tremezzina, da Anas 300mila euro per i boschi in cui passerà la strada
La notizia riguarda le compensazioni forestali riconosciute da ANAS alla Comunità montana e collega il tema all’impianto di Castiglione, descritto come servizio al portale sud per materiale senza sostanze inquinanti. È un aggiornamento ambientale e amministrativo, non una valutazione completa degli impatti dell’impianto.
Tremezzina, cantiere infinito: per la Regina è il mese più duro
L’articolo aggiorna sullo stato degli scavi, sull’obiettivo di fine lavori nel 2031 e sulla previsione di un impianto di betonaggio a Castiglione. Richiama inoltre gli interventi sulle strettoie della Regina, previsti dopo la stagione di maggiore afflusso turistico.
La Provincia di Como · vigilia del tavolo di regia
Variante, riprendono le esplosioni anche a Griante
Alla vigilia del tavolo di regia, la cronaca locale indica tra i nodi da affrontare anche la realizzazione dell’impianto a Castiglione e la viabilità dei mezzi di cantiere. È utile per ricostruire quali risposte il territorio chiedeva prima dell’aggiornamento ufficiale di ANAS.
Metodo: riportiamo titoli, date e collegamenti alle fonti; non riproduciamo integralmente gli articoli. Quando una fonte esprime una posizione o richiama documenti non pubblicati nella stessa pagina, lo segnaliamo e chiediamo di verificare sempre gli atti ufficiali.
IL PUNTO
Che cosa può cambiare?
Non diciamo che un danno sia già accertato. Diciamo che i rischi sono abbastanza importanti da richiedere verifiche serie, prima di rendere irreversibile una scelta.
01
Camion e strada
Mezzi pesanti, incroci difficili, rumore e sicurezza su una viabilità già stretta in alcuni punti.
02
Acqua e sorgenti
Vanno chiariti captazioni, falde, consumo d’acqua e gestione delle acque di lavaggio e pioggia.
03
Polveri e aria
La movimentazione dei materiali e il traffico possono produrre polveri. Servono valutazioni e misure, non rassicurazioni generiche.
04
Rumore e vibrazioni
Orari, impianti e passaggio dei camion possono cambiare la quiete vicino alle abitazioni.
05
Paesaggio e turismo
Un’attività industriale può modificare l’immagine della valle e incidere su turismo, attività locali e valore delle case.
06
Autorizzazioni
Prima di parlare di lavori bisogna conoscere progetto, pareri, autorizzazioni, prescrizioni e piano dei controlli.
IL LUOGO
L’ingresso nella Valle arrivando da Argegno.
Questa è una delle prime immagini che incontrano residenti, visitatori e turisti entrando a Centro Valle Intelvi. Siamo in una zona abitata e turistica, non in un’area industriale: lo spazio indicato sotto il distributore di Castiglione Intelvi è oggi usato anche per l’atterraggio degli elicotteri. La posizione esatta e il perimetro devono essere verificati sugli atti ufficiali.
Foto 1 · L’ingresso turistico nella Valle. Arrivando da Argegno, il distributore e il paesaggio della Valle sono tra le prime immagini che si incontrano.Foto 2 · Un paese abitato. Abitazioni, strada e un edificio religioso si trovano nello stesso contesto territoriale. La foto documenta la vicinanza, non dimostra da sola un rischio strutturale.
Fotografie reali scattate sul posto. La posizione esatta del perimetro dell’impianto deve essere verificata sugli atti e sulla planimetria ufficiale.
LA VIABILITÀ
La strada non è un dettaglio.
Prima di un eventuale cantiere bisogna capire quanti camion passeranno, in quali orari e come potranno incrociarsi nei tratti più fragili della strada da Argegno verso la valle.
Foto 3 · Strada stretta a Dizzasco. Un tratto abitato dove larghezza, incroci e accessi devono essere valutati prima di aggiungere traffico pesante.Foto 4 · Muri, case e incroci. La viabilità comprende muri di contenimento, abitazioni e punti di manovra che richiedono rilievi e verifiche tecniche.
LE DOMANDE CHE CONTANO
Prima dei lavori, vogliamo risposte.
01
Quanti camion passeranno?
Flussi giornalieri, orari, percorso, sicurezza e gestione degli incroci.
02
L’acqua resterà protetta?
Prima dei lavori vanno documentati falde, sorgenti, captazioni, consumi e acque di lavaggio. Se una captazione o un corso d’acqua risultasse contaminato, chi avrebbe dovuto prevenirlo e chi dovrebbe intervenire?
03
Le vibrazioni possono danneggiare?
Tra impianto, carichi e camion servono rilievi iniziali, limiti, monitoraggi e un responsabile identificabile se comparissero fessure, cedimenti o altri danni.
04
Quali autorizzazioni esistono?
Progetto, pareri di ARPA e ATS, autorizzazioni ambientali, prescrizioni e piano dei controlli.
05
Chi protegge il futuro della valle?
Vanno considerati paesaggio, turismo, attività locali, abitazioni e possibile valore degli immobili.
06
Muri di contenimento e strada reggeranno?
Prima di aumentare il traffico servono rilievi dello stato attuale e verifiche geologiche e strutturali su muri, scarpate, ponti e abitazioni vicine. Fessure, cedimenti o vibrazioni devono essere monitorati e documentati.
Siamo cittadini che hanno creato Intelvi Radar per rendere comprensibili le informazioni sul possibile impianto di betonaggio a Castiglione Intelvi e favorire una discussione pubblica documentata.
01
Indipendenti
Non rappresentiamo il Comune, partiti politici, imprese o altri enti. Il sito nasce dall’interesse per la salute, la sicurezza e il futuro della Valle d’Intelvi.
02
Trasparenti
Separiamo i fatti documentati dalle ipotesi e dalle domande ancora aperte. Le informazioni devono essere controllabili attraverso atti, fonti e risposte ufficiali.
03
Concreti
Raccogliamo fotografie dalla pubblica via, segnaliamo le criticità da verificare e indichiamo agli abitanti come chiedere documenti e partecipare.
Una precisazione importante. Questo sito non sostituisce gli enti competenti e non presenta come accertato ciò che deve ancora essere verificato. L’obiettivo è chiedere informazioni accessibili, controlli indipendenti e partecipazione dei cittadini prima di qualsiasi decisione irreversibile.
Per ora il sito non raccoglie dati personali e non pubblica contatti privati. In futuro sarà disponibile una casella dedicata per inviare segnalazioni in modo ordinato.
COSA POSSO FARE?
Un passo alla volta, insieme.
Non serve essere esperti o affrontare tutto da soli. Ecco come contribuire in modo concreto, civile e documentato.
PARTECIPA E FAI UNA DOMANDA
Vuoi parlare con il Comune?
Puoi chiedere informazioni, accesso agli atti o un’assemblea pubblica. Scrivere in modo chiaro e protocollato permette a tutti di verificare le risposte.
Per ARPA, le segnalazioni non urgenti vanno inviate tramite il modulo URP; il numero 800 061 160 è dedicato alle emergenze ambientali.
Oggetto consigliato: “Richiesta di informazioni, accesso agli atti e assemblea pubblica sull’impianto di betonaggio”. Conserva la ricevuta e il numero di protocollo.
COINVOLGI L’INFORMAZIONE LOCALE
Non fermarti al Comune.
Invia la stessa richiesta, con fotografie e documenti, anche alle redazioni locali. Una domanda verificabile può diventare un’inchiesta e raggiungere più cittadini.
Nel messaggio indica chi sei, dove si trova l’area, quali fatti hai osservato e quali risposte ufficiali mancano. Evita accuse non documentate.
01
Chiedi gli atti
Invia una PEC al Comune o all’Ufficio Tecnico per chiedere progetto, autorizzazioni, planimetrie, pareri ARPA e ATS, studi su acqua, rumore e viabilità.
02
Documenta il territorio
Fotografa strada, muri, scarpate e abitazioni dalla pubblica via. Indica data e punto di osservazione; non entrare in aree private.
03
Condividi il sito
Invia questa pagina nei gruppi locali e ai proprietari di seconde case. Condividere informazioni verificate aiuta più delle voci.
04
Chiedi un’assemblea
Domanda un incontro pubblico con Comune ed enti competenti. Raccogli le domande dei residenti e consegnale per iscritto.
05
Segnala fatti concreti
Fessure, cedimenti, polvere o vibrazioni vanno annotati con data, ora e fotografie e trasmessi agli enti responsabili.
06
Conserva ogni risposta
Salva PEC, protocolli, documenti e fotografie. Se il progetto procede, questa cronologia potrà essere valutata con un tecnico o un legale.
Regola semplice: restiamo sui fatti, evitiamo accuse personali e non presentiamo come certo ciò che deve ancora essere verificato.
COSA CHIEDIAMO
Trasparenza prima di ogni lavoro.
Pubblicazione degli atti e del progetto completo.
Risposte scritte alle PEC dei cittadini.
Pareri e controlli ambientali consultabili.
Un’assemblea pubblica con Comune ed enti competenti.
Se un muro cedesse, l’acqua si contaminasse o le vibrazioni danneggiassero una casa, chi risponderebbe? La responsabilità non si presume: va ricostruita sugli atti, sui monitoraggi e sulle perizie. Occorre individuare il proprietario o gestore della strada e delle reti, il committente, l’impresa e gli enti con compiti di autorizzazione e controllo, verificando chi aveva il dovere di prevenire il rischio e chi lo ha eventualmente causato o aggravato.
Per questo chiediamo rilievi prima dei lavori, controlli indipendenti e un piano pubblico per segnalare e accertare eventuali danni.
Informarsi non significa essere contro la Variante. Significa chiedere che la salute, la sicurezza e il territorio siano valutati prima delle decisioni.